Visita agli Orpheus Lab – Parte 2

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’impressione generale che gli Orpheus Lab ci hanno dato, visti con gli occhi di chi conosce i loro ottimi prodotti ma che fino a poco tempo fa aveva visto solo poche immagini del loro studio.

L’aspetto più rilevante dell’azienda svizzera è la commistione di due fattori apparentemente inconciliabili: una filiera che definire corta è puro eufemismo unita a una ricerca tecnologia di estrema avanguardia.

La visita agli Orpheus Lab ci ha insegnato soprattutto una cosa: produrre elettronica di pregio è possibile anche fuori dalla scala enorme degli stabilimenti asiatici, anzi, è proprio in una dimensione che quasi sfiora l’artigianato in cui è più facile fare contemporaneamente innovazione e qualità.

Nella foto il sottoscritto assieme al Top Team Orpheus: sono loro le persone che curano ogni aspetto della progettazione degli apparecchi.

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Il “trucco” è molto semplice: Tutte le fasi critiche del processo si svolgono all’interno della sede principale, che vi abbiamo già mostrato. Compresa la progettazione, che viene fatta tenendo conto contemporaneamente delle esigenze elettroniche e di quelle di design.

 

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Il software viene progettato nella scrivania accanto e i prodotti, una volta assemblate le schede elettroniche, vengono finalizzati e testati nelle postazioni di fronte. Le stesse persone che progettano l’hardware e il software possono controllare (e lo fanno con precisione maniacale) che ogni singolo pezzo funzioni secondo le aspettative e risponda agli standard qualitativi, grazie anche a una postazione di misurazione elettronica dotata di strumentazione di elevatissima precisione.

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(Ai piu’ attenti non sara’ sfuggito che gli apparecchi sotto test sono due esemplari di primissimi modelli di DAC e Preamplificatore Orpheus. Questi due esemplari, di proprieta’ di un appassionato Asiatico, si trovavano in laboratorio per una taratura e rimessa a nuovo totale: nonostante si tratti di apparecchi decisamente datati il proprietario, mi hanno riferito, non ne vuole proprio sapere di separarsene… Chissa’ perche’ )

Ogni più piccola imperfezione rilevata sui prototipi fa partire un accurato protocollo di controlli e una nuova riprogettazione, ogni singolo componente viene confrontato con modelli analoghi per migliorare le prestazioni.

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All’interno del Media Server, per esempio, gli stadi di alimentazione della parte audio e della logica, basata su processori Intel, sono separati fin dall’origine, per evitare l’introduzione di rumore elettrico, e all’interno della sezione audio, ogni stadio ha un potente sistema di buffer per evitare qualsiasi contaminazione del segnale.

Il risultato è la qualità che ha decretato il successo dei prodotti Orpheus Lab nel mondo, ma della quale parleremo nella prossima puntata, dedicata proprio agli ascolti.

Rimanete sintonizzati!

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