I Vinili che ogni audiofilo deve possedere (secondo noi) – Quarta parte

Ritorna appuntamento con la raccolta dei vinili che non possono assolutamente mancare nella nostra collezione. Ecco il quarto episodio!

I Vinili che ogni audiofilo deve possedere (secondo noi) – Quarta parte

Ritorna appuntamento con la raccolta dei vinili che non possono assolutamente mancare nella nostra collezione. Ecco il quarto episodio!

Ecco un’altra puntata del nostro “appuntamento” fisso con la buona musica e i buoni prodotti musicali. Uno spazio dedicato agli amanti del vinile, che negli ultimi anni si conferma sempre più una passione senza tempo.

Buona lettura!

16 – The Felice Brothers – The Felice Brothers

The Felice Brothers - The Felice Brothers

Stando a quel che racconta la storia, The Felice Brothers iniziarono esibendosi assieme al barbecue domenicale organizzati in famiglia e suonando nella metropolitana di New York City. Senza stare a crederci troppo, questa storia ci fornisce comunque il contesto in cui immaginare il suono della loro prima produzione. La loro musica era apparentemente creata per suonare da un vinile e per essere apprezzata attraverso la contemplazione delle più grandi storie di una vita. Bellissime ballads, canzoni da cantare in coro, brani ad un passo dalla musica da camera e temi di morte, omicidio, amore, rimpianto, speranza, depressione e violenza: musica americana al suo apice.

17 – The Flaming Lips – The Soft Bulletin

The Flaming Lips - The Soft Bulletin

Dopo il momento creativo dei Parking Lot Experiments  e Zaireeka, il nono album dei rocker di Oklahoma City prende il nome dal mixtape che il cantante della band, Wayne Coyne, utilizzava per fornire alla band la giusta ispirazione mentre raggiungevano lo studio in auto… si chiamava “The Soft Bullet In”. Abbandonando la loro precedente estetica rock (il loro chitarrista aveva abbandonato la band), si lasciarono alle spalle il mondo della chitarra alternativa anni Novanta affidandosi a strumenti lo-fi della Disney … questo confuse tutti coloro che inizialmente ascoltarono il disco come un gran pezzo d’arte eseguito normalmente. Alla fine, comunque, quello che The Flaming LIps fecero con The Soft Bullettin fu mettere assieme uno dei più grandi album degli anni Novanta e quel tipo di album che ti ritroverai a prendere dalla mensola quando avrai bisogni di un’iniezione di creatività.

18 – Fleet Foxes – Fleet Foxes

Fleet Foxes - Fleet Foxes
Il debutto dei Fleet Foxes, che prese il nome dalla band e fu pubblicato nel 2008, divenne istantaneamente un classico e un inizio fenomenale per il ventiduenne Robin Pecknold.
Le armonie vocali e la scrittura stellare di questo nuovo folk rock / pop barocco fanno sembrare il loro autore artisticamente molto più maturo di quanto la sua età faccia supporre. L’album suona meravigliosamente e scorre in maniera naturale, come il disco perfetto da domenica pomeriggio. Fleet Foxes presenta un intero LP bonus che include l’EP Sun Giant nella sua interezza, una gradita sorpresa per chi acquista questo primo album in vinile. Propone anche una copertina che mostra il dettaglio di Proverbi Olandesi, un dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio.

19 – Fleetwood Mac – Rumours

Fleetwood Mac - Rumours

Ogni volta che si intende iniziare un amico all’ascolto del vinile, per dimostrare quanto possa essere stupefacente il suo suono non si deve far altro che tirar fuori quest’album e mettere la puntina sulla traccia numero 3: Never Going Back Again. C’è qualcosa, nella scelta cristallina delle chitarre e le calde armonie vocali che esaltano l’elemento umano del vinile in modi che poche altre tracce riescono a raggiungere. E poi c’è il resto dell’album. Si può dire che questo album epocale sia nato a causa, a dispetto o prima della cultura rock dei tardi anni Settanta, che include gli esorbitanti costi di registrazione, il crescente uso di droghe, gli incestuosi conflitti e amori interni alla band e l’estremo talento … ad ogni modo, è un album da possedere assolutamente in vinile.

20 – Funkadelic – Maggot Brain

Funkadelic - Maggot Brain

Cos’altro si può dire sull’ assolo di chitarra di Maggot Brain che non sia stato già detto dall’atterraggio sulla Luna a oggi? Cosa si può dire su Maggot Brain che non sia stato già detto da praticamente chiunque abbia ascoltato l’album? Come si può affermare, ascoltando il primo lato di Maggot Brain, che sia esistito negli anni Settanta un album migliore?

Leave a Reply