I venticinque album meglio prodotti della storia. Una lista ragionata - 1

La figura dei produttori musicali ha assunto, dalla fine dell’Ottocento in poi, un’importanza sempre maggiore nella realizzazione di brani musicali e soprattutto nel decretare il successo di un artista.

I venticinque album meglio prodotti della storia. Una lista ragionata – 1

La produzione musicale ha assunto un ruolo sempre più importante. Oggi può arrivare a sancire il successo di un album.

La figura dei produttori musicali ha assunto, dalla fine dell’Ottocento in poi, un’importanza sempre maggiore nella realizzazione di brani musicali e soprattutto nel decretare il successo di un artista.
Se originariamente si limitava a selezionare il materiale per l’artista prodotto e seguire la realizzazione creativa e tecnica dei vari brani, con il tempo il ruolo del produttore è diventato estremamente più complesso.
Attualmente i più famosi produttori sulla scena musicale internazionale non sottostanno ad alcuna major, avendo scelto di essere imprenditori completamente indipendenti.

Diventati con il tempo ingegneri del suono, manager, autori e autentici musicisti, i produttori musicali dei giorni nostri hanno fatto veri e propri miracoli, riuscendo ad elevare al rango di musica di qualità anche una demo banale e male eseguita.

Fortunatamente tali miracoli non sono sempre necessari: quando della buona musica incontra un grande produttore, nascono album iconici della musica di tutti i tempi.
Quello che segue la classifica dei 25 miglior album meglio prodotti della storia.

dre

Dr Dre – 2001: Il lavoro di uno dei più grandi produttori moderni di musica nel suo stato di grazia. La definita, futuristica odissea hip hop non è probabilmente mai stata superata in termini di qualità della produzione.

inutero

Nirvana – In Utero: Dopo il successo di ‘Nevermind’, Kurt Cobain volle creare qualcosa che tutti gli inaffidabili fan di MTV avrebbero odiato. Nel segno di Steve Albini, un fautore della produzione aggressiva di musica che sembrasse suonata dal vivo, che diede ai Nirvana il sound crudo e gutturale che desideravano.

pjharvey

PJ Harvey – Let the England Shake: Avendo precedentemente lavorato con Nick Cave & The Bad Seeds, The Smashing Pumpkins e la stessa PJ, il produttore Flood non era nuovo all’intensità drammatica del suono. Con ‘Let the England Shake’, Flood registra le storie della Harvey, che parlano di disordini sociali e lascia che il cuore tormentato dell’album venga completamente alla luce, creando un capolavoro che vinse il Mercury Prize.

scarlett

Scarlett Johannson – Anywhere I Lay My Head: Su quest’album – una raccolta di cover di Tom Waits cantate da una delle star più acclamate di Hollywood – Dave Sitek registrò un insieme di demo che perfino la cantante definì “orribile” e fece in modo di tirarne fuori un mondo lussurioso e pieno d’atmosfera migliorando l’album in maniera incommensurabile.

deftones

Deftones – White Pony: Nonostante il fatto che Terry Date fosse stato al missaggio di entrambi gli album precedenti dei Deftones (‘Adrenaline’ e ‘Around the Fur’), fu su ‘White Pony’ che dimostrò davvero il suo talento. Dando spazio per esprimersi alle tendenze sperimentali della band, che andavano aumentando, Date creò un album in grado di fondere metal, shoegaze e trip – hop senza mai sembrare sovraccarico.

Arrivederci alla prossima settimana con la seconda parte!

Gli album meglio prodotti della storia  – Parte 2 – Parte 3 – Parte 4

Questo articolo è stato liberamente adattato da “25 Albums With The Most Incredible Production”, inzialmente apparso su NME

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