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FEZZ Audio Omega Lupi primo test di ascolto

La facilità d'ascolto la fa da padrona, ma con questa facilità il sistema riesce a trasferirci nel bene e nel male un mare di informazioni il cui limite sono sembrati essere solo la sorgente e i trasduttori.

FEZZ Audio Omega Lupi primo test di ascolto

Carissimi,

questa volta mi tocca un compito ingrato: devo parlarvi di uno dei “miei” apparecchi, ma non dal punto di vista tecnico (quello lo farò presto) bensì dovrei cercare di spiegarvi come suona! Brutta gatta da pelare quando l’obiettività viene insidiata dall’entusiasmo. Ho pensato per un po’ a come avrei potuto risolvere il dilemma, poi mi sono ricordato che quando non puoi fare proprio tutto da solo, l’importante è avere qualcuno a cui telefonare :) !

Ecco come è successo che quella che doveva essere la mia prova d’ascolto di FEZZ Audio Omega Lupi è diventato un pomeriggio in compagnia ad ascoltare musica e giocare con diverse cuffie (naturalmente prendendo appunti).

E quindi sono entrate in gioco altre quattro orecchie appartenenti a Mauro

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ed Enrico

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a coadiuvare il lavoro delle due del sottoscritto…

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Come è evidente dalle foto l’impegnativo test si è svolto in un clima assolutamente informale e rilassato (direi svaccato… ) al fresco della saletta di Gaglianico in un caldo pomeriggio di Agosto.

Cosa importante, con le quattro orecchie supplementari sono arrivate anche tre cuffie per diversi aspetti molto interessanti al fine di saggiare le caratteristiche del piccolo Omega Lupi.

  • DENON AH-D5000: cuffia di medio prezzo di chiara scuola giapponese, padiglioni chiusi in legno… una peste da pilotare a dovere. Già provata in passato con un paio di ampli di cui per decenza ometto i nomi, era riuscita a metterli in crisi entrambi senza riserve. Urgeva una rivincita o una disfatta. DSC02209
  • AKG K-340: Cuffia vintage molto particolare in quanto dotata di un trasduttore elettrostatico (Electret) unito tramite un complesso sistema di carichi acustici e un circuitino di filtro/EQ a un trasduttore dinamico per le basse frequenze. Progetto complicato dei tempi d’oro, molto interessante e molto critico come tutti i progetti ibridi di questo tipo. Cosa succederà? DSC02202
  • GRADO RS1: modello alto di gamma del costruttore Americano, apparentemente docile e di facile pilotaggio, mai aspra, ma estrememente rivelatrice e dinamica quando ben gestita. Con amplificazioni “scarse” non suona male, ma ci fa domandare per quale motivo serva spendere dei soldi per una simile cuffia. DSC02208

L’impianto:

Non volendo strafare, dovendo provare un amplificatore da meno di 1000€ ho scelto di utilizzare come sorgente il DAC P0.8 Di Audio Exklusiv nella versione a due telai con alimentazione separate, un micro PC con software Daphile foraggiava un copioso flusso digitale in vari formati, cavi di segnale HMS Duetto. Alimentazione con GigaWatt PF-1e, cavi Audio Exklusiv Power Cord e GigaWatt LC-2 MK-III. Insomma nulla di proibitivo in termini di costi, ma tanta sostanza.

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La Musica:

Dovendo alternarci in tre all’ascolto non abbiamo potuto ascoltare decine di brani, ma abbiamo cercato di spaziare il più possibile fra i generi, sia acustici che elettronici con interpreti e incisioni degne di nota.

  • Avion Travel – Nino Rota – L’Amico Magico
  • PFM – Raccolta ’71 – ’80
  • Helene Grimaud – Johann Sebastian Bach
  • Tangerine Dreams – Book of Dreams
  • Wagner Ride of the Valkyries – Chailly – Royal Concertgebow Orchestra
  • Eva Cassidy – Fields of Gold – Sony DSD Sampler

Oltre a questi dischi “ufficiali” ho voluto usare ed abusare di una serie di miei master 24/96 di registrazioni dal vivo… tutta roba registrata con un paio di Neumann U87 direttamente in due canali, niente compressione, niente equalizzazione, nulla di che :)

Cosa ci abbiamo capito?

Facciamo una piccola premessa: io avevo già ascoltato l’Omega Lupi durante il rodaggio (non cortissimo) con un paio di Beyerdinamic DT-990 Pro e diverse Fostex entry level o quasi. La sensazione che ne avevo tratto era stata di incompletezza, insoddisfazione. Conoscendo bene il gemello quasi omozigote Alpha Lupi mi sembrava che nel passaggio da diffusori a cuffia si forse perso troppo rispetto al previsto. Strano perchè comunque un ampli da 10W deratato a 250mW mi sarei aspettato una performance di altro livello. Leggendo poi quanto si stava scrivendo in giro di ascolti con cuffie di alto livello la mia sorpresa non faceva che crescere.

Da qui è nata l’esigenza di una prova con altri trasduttori… e altre orecchie, meno condizionate da fattori esterni rispetto alle mie.

I resoconti che seguono sono frutto del confronto che abbiamo avuto durante e dopo gli ascolti, non era presente birra durante la sessione :) .

Il primo ascolto è stato con le DENON. Il sistema ci ha restituito un suono molto delicato, raffinato direi, particolarmente compito ed ascoltabile per ore. Grande coerenza, una gamma bassa e medio bassa molto coerente e articolata. Ho ritrovato quella che definirei un’impostazione giapponese di alto livello. Un’interpretazione precisa, non fredda, ma in un certo senso distaccata. Molto, molto piacevole. La prima cosa che ho notato è stata la sensazione di “non pilotaggio” nel senso che non si percepiva alcuno sforzo nel far muovere le membrane, l’opposto contrario di quanto notato con altre amplificazioni che invece si sforzavano inutilmente di gestire i trasduttori. Buona ma non eccelsa la dinamica e l’introspezione.

La curiosità ci ha portato poi a collegare le “vecchiette” AKG ibride. Ascolto davvero interessante, nel bene e nel male. Purtroppo per un ex-ascoltatore di monovia qualunque cosa utilizzi dei trasduttori che non vanno insieme restituisce una sensazione di incoerenza che rovina irrimediabilmente l’ascolto. Ora devo ammettere che il suono non era brutto, ma si distingueva in un secondo quale gamma di frequenze fosse riprodotta dalla cella electret e quale dall’altoparlante dinamico. Troppe differenze di velocità e capacità dinamiche, sorry, non ce l’ho fatta. Qualcuno dice che nella vita o si vince o si impara… In questo caso se non altro ho imparato che:

  • il piccolo Omega Lupi riesce a bersi un elettrostatico senza fare una piega e lo fa anche suonare da dio.
  • l’ibrido elettrostatico/dinamico “è una c****a pazzesca”, per dirla con l’immortale rag. Fantozzi. (Peace!!)

Ho lasciato le GRADO per ultime…

 

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Per farla breve sono state quelle che hanno fornito il risultato migliore… Eh sai che scoperta! Sono quelle che costano di più, le più recenti del lotto… ci voleva un luminare per scoprirlo! Ok, era ovvio dal principio, ma ricordiamoci che il punto era capire fin dove si potesse spingere l’amplificatore, non stabilire quale fosse la migliore cuffia del lotto. Per prima cosa con questa cuffia sono diventate estremamente evidenti le differenze fra le diverse incisioni e fra le diverse risoluzioni, un aspetto che, invece, con le DENON ad esempio, era rilevabile, ma non appariscente. E’ stato a questo punto che abbiamo cambiato qualche cavo e cavetto, come ho già scritto senza esagerare, per ottimizzare il risultato, e il sistema ci ha seguiti migliorando progressivamente. Ottimo segno. Le RS-1 hanno saputo restituire una notevole estensione e dinamica rendendo l’ascolto anche a un non-cuffiofilo come il sottoscritto molto piacevole e appagante.

Qui devo palesare che il mio ultimo riferimento per l’ascolto in cuffia era stato l’amplificatore RIVIERA (circa 12000€) collegato a una serie di cuffie di ultima generazione nell’intorno superiore dei 3000€, quindi l’asticella mi si era spostata un tantinino in alto!

Torniamo a noi, come suona questo Omega Lupi? Per prima cosa la comunanza di progetto con l’Alpha Lupi è evidente, grande raffinatezza velocità e immediatezza, con una resa dei colori del suono ricca e satura. Del resto l’unico limite evidente del fratello da 10W è proprio la difficoltà a pilotare diffusori “difficili” con la sua potenza, ma togliendo questa variabile dal sistema restano le inaspettate caratteristiche soniche già constatate, direi addirittura esaltate dal fatto che non viene neppure sfruttata a pieno la potenza dello stadio d’uscita. Inoltre la possibilità di adattare in tre step l’impedenza dei trasformatori a quella del trasduttore ottimizza ulteriormente il trasferimento di energia al “motore” magnetico.

La facilità d’ascolto la fa da padrona, ma con questa facilità il sistema riesce a trasferirci nel bene e nel male un mare di informazioni il cui limite sono sembrati essere solo la sorgente e i trasduttori. L’assolo di Moog di “Impressione di Settembre” è apparso subito travolgente e coinvolgente con quelle note basse particolarissime che, pur senza la sensazione fisica data da un diffusore, hanno sfoderato un impatto e un’articolazione magistrali. Sul fronte “acustico” invece è stato piacevole scoprire come fosse facile carpire tutti i dettagli di timbro e intonazione del piano di Helene Grimaud. Insomma l’impressione dopo questa serie di ascolti è stata che se avessimo avuto un DAC più performante del piccolo A-E e delle cuffie ancora più “importanti” delle già ottime GRADO avremmo potuto sentire ancora di più.

Recensione 2.0

Fin dove ci si possa spingere non lo so, anzi, sarebbe carino che questa “recensione” si arricchisse di altri contributi: a Milano c’è un ottimo DAC, ottimi cavi e un sistema di alimentazione a disposizione per le prove… Chiunque voglia fare un salto ad ascoltare con le proprie cuffie e lasciarmi un commento potrà contribuire ad arricchire questo post a vantaggio di coloro che lo leggeranno in futuro… sarebbe carino!

Questo è quanto, per ora, riguardo al “piccolo” Omega Lupi. Ci aggiorniamo a breve (se riesco) per uno sguardo agli aspetti un po’ più tecnici.

Saluti!

Germano Ricci

Vi ricordo come sempre che i prodotti FEZZ Audio sono disponibili presso le nostre showroom di

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