Cosa è successo all'arte di ascoltare musica?

la musica consumata in digitale, quando capita e soprattutto senza attenzione alla qualità, ha davvero poco a che vedere con l'arte di ascoltare musica...

Cosa è successo all’arte di ascoltare musica?

L’arte di ascoltare musica è senza dubbio un tema molto caro a tutti gli audiofili, che abbiamo ritrovato discusso in un bell’articolo apparso su White Noise. Come sempre vi invitiamo alla lettura completa, è un editoriale scorrevole e godibile, tuttavia riportiamo la riflessione principale, perché ci sembra particolarmente significativa.

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L’autore racconta come, quando era ragazzino, “ascoltare musica” era a tutti gli effetti un passatempo a sé stante, che molti della sua generazione consideravano un vero hobby al pari di tanti altri, e che spesso era usato anche come argomento di conversazione. Oggi invece la musica sembra essere relegata al ruolo di sottofondo mentre si svolgono varie altre attività, come cucinare, sistemare, o lavorare, perdendo quella valenza di autentico hobby usato per trascorrere del tempo di qualità.Una delle cause potrebbe essere, sempre secondo l’autore, l’infinita disponibilità di musica che oggi, grazie alla Rete, allo streaming e al digital delivery, ciascuno ha a disposizione. La musica, insomma, ha perso un po’ di quel valore che aveva, probabilmente perché non esiste quasi più la ritualità del recarsi al negozio, scegliere un disco, parlare con altri appassionati e poi andare a casa per ascoltarlo in tutta tranquillità. Tuttavia, la musica consumata in digitale, quando capita e soprattutto senza attenzione alla qualità, ha davvero poco a che vedere con l’arte di ascoltare musica e soprattutto, con la qualità di ascolto che ogni buon audiofilo dovrebbe regalarsi. Per dirlo con le parole dell’autore, “Gli artisti che tutti noi amiamo hanno messo così tanto tempo ed energie nelle loro pubblicazioni e io credo che loro meritino molta più attenzione che semplicemente trasmettere in streaming un MP3 su uno smartphone

Eppure, come ci insegna la storia recente, non tutto è perduto: i vinili stanno conoscendo una nuova fortuna e soprattutto i nuovi appassionati non mancano. A noi il compito di mostrare loro, come sempre, il modo migliore per ascoltare con la nostra esperienza e la massima onestà intellettuale .

 

3 Responses

  1. Mac

    Sacrosanto! Condivido al 101% Gli Audiophili, però, ascoltino più musica e meno suoni; troppi di cosiddetti “amanti della musica” spendono capitali per il sistema di riproduzione per ascoltare, poi, i soliti dischi, ovviamente di produzione “audiophile”. Ripartiamo comunque dal’iPod e sue derivazioni per cogliere le opportunità di far conoscere alla Digital Generation un ascolto qualitativamente superiore ed emotivamente più coinvolgente.

  2. Bob

    Mi pare che si perda di nuovo la centralità del discorso, riportando spesso queste discussioni sul tema VINILI vs ALTRE FORME. Ascoltare musica dovrebbe significare scegliere cosa ascoltare, non come ascoltare.

  3. Pingback : Vivere senza Internet: missione possibile per un audiofilo? | ACME Elettronica

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