Il codec MQA potrebbe stupirci a breve. Perchè?

MQA è un formato audio di cui sentiamo parlare dal 2014 e che da allora promette di rivoluzionare il mercato musicale. Forse è la volta buona.

Il codec MQA potrebbe stupirci a breve. Perchè?

MQA: sconosciuto o fin troppo conosciuto?

Un formato audio di cui si sente parlare dal 2014 e che promette di rivoluzionare lo streaming digitale di file audio. L’MQA è un formato compresso quanto un MP3 che suona come un CD e che permette agli artisti di ricevere puntualmente i diritti d’autore. Tutto perfetto? Forse no.

Cos’è il codec MQA

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Il codec Master Quality Authenticated sembra fornire la quadratura del cerchio tra una qualità audio a prova di audiofilo e la compattezza necessaria a qualsiasi formato musicale che voglia cavalcare l’onda dello streaming in digitale.

Sviluppato da Bob Stuart e Peter Craven per Meridian e presentato per la prima volta a Londra nel 2014, questo nuovo formato è in grado di contenere in bande a più bassa frequenza quelle informazioni sonore che andrebbero normalmente collocate nella parte più alta dello spettro. Questa sorta di origami acustico archivia le componenti a frequenza ultrasonica nella banda base, in maniera che la larghezza di banda dei dati si riduca.
I suoi creatori definiscono questo sistema di archiviazione dati un approccio gerarchico di archiviazione e distribuzione praticamente lossless.

Una spiegazione dettagliatissima ed esaustiva dell’archiviazione dati del formato MQA può essere visionata su Stereophile.com, in un articolo che riporta anche le diapositive originali utilizzate da Bob Stuart durante la famosa presentazione di Londra.

Quali sono i punti di forza MQA

Il codec MQA presenta una serie di incontestabili vantaggi che lo farebbe assurgere a pietra miliare dell’evoluzione tecnologica concernente la fruizione di musica. Esaminiamoli nel dettaglio

Salvaguardia dei diritti d’autore

Come abbiamo già visto, MQA è acronimo di Master Quality Authenticated. Tale dicitura indica un passaggio fondamentale per la salvaguardia dei diritti d’autore: tutti i file derivano da un originale approvato o autenticato da produttori, case discografiche e artisti.
A livello di qualità del suono, questo comporta che quello che viene riprodotto all’ascolto di un file MQA coincide esattamente con il risultato che l’artista ha voluto ottenere dalla registrazione in studio.

A livello dei diritti d’autore, la decodifica totale del file MQA può avvenire soltanto attraverso un apposito lettore. Chi lo avrà acquistato e avrà scaricato regolarmente dalla rete i file in formato MQA (pagando quindi i dovuti diritti) potrà ascoltare il file al massimo della sua performabilità.

Universal, Sony e Warner sono tre tra le maggiori etichette mondiali che hanno già abbracciato la tecnologia MQA poiché la conversione degli archivi musicali digitali delle etichette in formato MQA non è complessa né eccessivamente costosa. Questo ha permesso in breve tempo di mettere a disposizioni degli utenti un numero enorme di file MQA pronti per essere scaricati o ascoltati in streaming.

Efficacissima diffusione in streaming

L’era dello streaming in alta qualità è quindi nel suo pieno apice e il formato MQA sembra essere il mezzo perfetto attraverso cui portare a compimento questa rivoluzione: grandi investitori e grandi etichette ci credono.

Dove ascoltare in streaming MQA

Dal Gennaio di quest’anno la piattaforma Tidal – recentemente acquistata da Jay – Z – è il maggior provider di MQA in streaming.

Tidal Masters è l’enorme banca dati di Tidal che contiene attualmente 30.000 tracce ad alta qualità e certificate di proprietà della Warner, di vari artisti e di diverse etichette indipendenti.

Per accedere a questo enorme volume di dati, destinato progressivamente ad aumentare, è necessario iscriversi al servizio Tidal HiFi, quindi utilizzare il software Tidal for Desktop.

L’applicazione per desktop costituisce attualmente il canale esclusivo attraverso cui è possibile usufruire della musica in Master Quality di Tidal, ma sono già in lavorazione le versioni del software per il mobile e per il web.

Dove scaricare musica in MQA

Naturalmente possedere della musica piuttosto che prenderla in prestito da questo o quel provider è tra le più grandi aspirazioni di un audiofilo. Dopo essere scesi a patti con la progressiva sparizione dal mercato dei supporti fisici, gli audiofili più inclini alle nuove tecnologie – e quelli meno inclini dopo aver opposto per un po’ fiera resistenza – potranno cominciare a scaricare MQA da siti che mettono a disposizione album al costo medio di un CD.

Un esempio è il sito tedesco HigResAuido.com che ha messo on line un catalogo di circa 260 album in formato MQA da scaricare attraverso uno specifico sistema di download.

Sono soltanto le grandi e piccole major a sfruttare lo strumento MQA per diffondere in rete audio di alta qualità? No, assolutamente. A beneficiare del nuovo codec sono anche artisti indipendenti come David Elias, che mette a disposizione di chiunque i download in MQA della sua intera discografia.

I punti deboli del formato MQA

Per quanto numerosi siano i punti a favore di questa nuova e fiorente diffusione del formato MQA, le criticità sono state ripetutamente messe in evidenza.

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La musica nelle mani di Meridian

Il formato MQA ha trovato il sostegno di un gran numero di etichette discografiche e di musicisti proprio grazie alla semplicità e all’efficacia con cui è in grado di assicurare il pagamento dei dovuti diritti d’autore coniugandoli alla diffusione di musica allo stato liquido attraverso lo streaming e il download.
L’altra faccia della medaglia, messa in luce da addetti al settore, e in particolare dall’inglese LINN è che la diffusione del formato MQA comporterà una totale subordinazione dell’industria musicale mondiale alla Meridian, la quale avrà in mani gli strumenti per ricavare introiti da ogni parte della catena di fornitura di contenuti musicali.

L’MQA è il formato di cui il mondo aveva bisogno?

Apparentemente no, a causa del fatto che i consumatori medi di musica sono anestetizzati all’ascolto di audio di bassa lega e non avvertiranno il bisogno di musica ad alta qualità fino a che non saranno opportunamente educati all’ascolto, ma questa è una vecchia questione.

Faticando ad affermarsi sul mercato di massa l’MQA rimarrà quindi uno strumento destinato alla sola nicchia degli audiofili, che saranno traghettati loro malgrado dalla rassicurante solidità dei propri impianti al mondo della musica priva di qualsiasi supporto fisico? E ancora, davvero noi audiofili abbiamo bisogno della musica liquida?

La risposta più immediata, quella che abbiamo già dato esattamente un anno fa, era un sonoro “no” (potete leggerla per esteso nell’articolo ‘Streaming e MQA, vera gloria’). Eppure forse i tempi sono maturi per riesaminare la questione, soprattutto a causa della grande diffusione del formato a causa degli investimenti di Tidal.

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