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L'ascolto: un'esperienza "erotica" che lascia il segno

L'Alta Fedeltà si ascolta, non si spiega.

L’ascolto: un’esperienza “erotica” che lascia il segno

Meno parole e più esperienza

Sareste disposti a comprare del vino senza averlo assaggiato o un quadro senza averlo mai visto? La risposta di Bill Leebens è un sonoro “ovviamente no!”
Storico esperto di tutto quanto concerne l’impiantistica audio ad alta fedeltà, con una lunghissima carriera alle spalle e una moltitudine di esperienze anche nel campo del marketing, Leebens tenta caparbiamente da anni di costruire un’associazione di aziende che operano nel settore dell’audio in alta definizione e crede che sia un passaggio obbligato per assicurare al settore l’evoluzione necessaria a sopravvivere a se stesso e alla rapida evoluzione del mercato.
Bill Leebens auspica che un’associazione di settore dia alle aziende produttrici di impianti e attrezzature hi-fi visibilità, finanziamenti, organizzazione su progetti a lungo termine, ma per sua stessa ammissione la sua visione è ambiziosa, difficilissima da mettere in piedi: un po’ perché le aziende che trattano di impianti audio per l’alta definizione sono gestite da individualisti che non riescono a concepire la propria azienda al servizio di una collettività, un po’ perché il settore è formato – almeno negli Stati Uniti (e non solo ndr.) – da colossi dell’industria e da piccole aziende da due o tre dipendenti che hanno pochissimi punti di contatto su cui riuscire a definire una strategia comune.

credit questyleaudio.com

Di fronte a queste innegabili difficoltà allora, qual è la strada per educare le nuove generazioni, che nella loro vita hanno conosciuto soltanto iPod e Mp3?

L’alternativa di un’organizzazione dal basso è quella immaginata da Tyll Hertsens, il guru della tecnologia ad alta fedeltà applicata alle cuffie, sul suo blog Innerfidelity.

Non c’è bisogno, secondo Hertsens, di un associazione delle aziende produttrici che orchestrino campagne pubblicitarie standardizzate sui canoni del marketing che potranno andar bene per qualsiasi altro prodotto, ma non per i cosiddetti “dispositivi audio di fascia alta”.

Ascolto: un piacere… sopra le righe

Ascoltare musica ad alta fedeltà, secondo Bill Leebens, è un’esperienza totalizzante, coinvolgente, straniante. Come un orgasmo. Sì, esattamente: “eargasm” è la parola che Hertsens utilizza per descrivere – in maniera piuttosto precisa – la sensazione uditiva che viene sperimentata da chi ascolta musica di alta qualità per la prima volta.

Qual è allora il modo migliore per fare proseliti in merito all’audio ad alta risoluzione in un mondo che vede le nuove generazione legate con il filo doppio delle cuffie al proprio iPod ? La risposta è una sola: esperienza diretta.

credit my-hiend.com

La visione di Leebens e Hertsens coincide su questo punto: newsletter pubblicitarie e schede tecniche delle varie attrezzature non valgono nemmeno un decimo di quanto potrebbe valere l’ascolto di un solo minuto di musica in hi – res. Sul come arrivarci, naturalmente hanno due visioni opposte.

A questo propostito l’articolo originale titola, in modo volutamente provocatorio: “People Just Need to Experience Aural Sex”. L’assonanza di aural e oral che rende arguto il gioco di parole è intraducibile in italiano, ma il concetto è abbastanza chiaro: chi prova davvero il piacere per la musica di qualità, e lo prova soprattutto con le orecchie, il cuore e il cervello, non torna indietro.

Organizzare eventi che raccolgano appassionati della tecnologia audio in grado di coinvolgere con il loro entusiasmo un numero sempre maggiore di persone sarebbe la strada più efficace secondo Hertsens.
Già decenni fa i maggiori produttori di impianti e attrezzature audio andavano in giro per i campus americani con un vasto campionario dei loro prodotti per far sperimentare ai potenziali clienti il brivido dell’alta fedeltà. Adesso bisognerebbe proseguire lungo quella strada affidandosi alle organizzazioni spontanee degli appassionati, lasciate libere di esprimere la loro creatività senza alcuna influenza da parte delle major produttrici di Hi-Fi.

credit http://www.sterlingsanders.com/

 

Un simile approccio pubblicitario, virato principalmente su eventi ad alto tasso di coinvolgimento e sui grandi numeri, necessita certamente di grandi disponibilità economiche, di una buona organizzazione e di qualcuno in grado di esercitare una leadership che impedisca di sprecare le risorse umane e tecniche in direzioni improduttive.
Tutti questi elementi, secondo la visione piuttosto ottimistica di Hertsens, si possono generare a partire dal basso, da un’organizzazione spontanea ma fattiva che abbia come principale mezzo di organizzazione e di espressione la rete.
Il crowfunding, che ha dato enormi risultati in America per finanziare la campagna elettorale del candidato alle elezioni presidenziali Bernie Sanders, potrebbe essere la chiave di volta per il reperimento di fondi necessari a finanziare queste attività.
La leadership costruita sul campo da parte di appassionati che abbiano dimostrato con il loro lavoro di essere in grado di prendere le redini dell’organizzazione è certamente più credibile, più coinvolgente e più efficace di quella esercitata da un delegato dell’ufficio di marketing di una grande azienda o dell’associazione di settore sognata da Leebens.

I due modelli di marketing non sono comunque realizzabili con facilità: quale consapevolezza ci rimane da questa lunga riflessione che ha preso spunto dalle posizioni di due mostri sacri della tecnologia Hi-Fi?

L’Alta Fedeltà si ascolta, non si spiega.

 

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