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50 Shades of Audiofilia: pubblicità per audiofili

Pubblicità per audiofili ad alto tasso di sensualità: una nostalgica carrellata nell'epoca d'oro dei nudi ingiustificati accanto agli impianti hi - fi.

50 Shades of Audiofilia: pubblicità per audiofili

Quello del pubblicitario è un mestiere complesso e ma a quanto pare mettere realizzare pubblicità per audiofili non è poi così difficile.

Chi si destreggia almeno un po’ nei meccanismi spiccioli del marketing è consapevole che dietro alla realizzazione di qualsiasi campagna pubblicitaria c’è un accurato studio del target e delle buyer personas, ovvero di quello specifico insieme di consumatori che sono virtualmente interessati all’acquisto del prodotto che viene reclamizzato.

E quando si tratta di hi – fi? Tutte le più eclatanti mosse pubblicitarie di grandi case produttrici di impianti e apparecchiature audio che in tempi non ancora sospetti hanno definito (e sfruttato alla grande) tutte le caratteristiche dell’audiofilo standard.

Audiofilo maschio tipico

Molto spesso chi è dentro un settore, un circolo, una cerchia di appassionati, non si sofferma ad analizzare quali siano i caratteri distintivi di chi fa parte di quella cerchia al di fuori dell’interesse comune.

Nel nostro caso per farla breve la domanda è: cosa accomuna gli audiofili oltre all’audiofilia?

  • L’audiofilio è maschio.
    Nella maggior parte dei casi un audiofilio è di sesso maschile. Le donne appassionate di audiofilia si contano sulle dite di poche mani, e assurgono al rango di esseri mitologici quasi alla pari delle arpie e delle sirene.
  • L’audiofilo ha almeno 30 anni (e anche di più).
    L’audiofilia è una passione costosa. Lo sappiamo tutti e lo sappiamo bene. Quanti di noi potevano vantare degli introiti già sostanziosi a meno di trent’anni? In realtà a ben guardare l’audiofilo medio ha già passato da un pezzo la fase metto su casa / metto su famiglia e quindi non ha più la stringente necessità di destinare gran parte delle sue entrate a spese urgenti. Ne deriva che l’audiofilo medio ha almeno 40 anni.
  • L’audiofilo è raffinato.
    L’audiofilo ha un senso estetico abbastanza sviluppato, brama possedere soltanto quel che c’è di meglio sul mercato, rifugge ciò che è volgare, nel senso di “amato dal volgo” perché per essere felice si nutre di eccellenza.

La pubblicità per audiofili dagli anni Settanta in poi

Negli anni del boom economico tutta la pubblicità del mondo occidentale non era mirata a soddisfare un bisogno espresso dal consumatore, ma a proporgli prodotti mirati a migliorare le sue condizioni di vita. Elettrodomestici, automobili e beni di lusso in generale sono i grandi protagonisti della pubblicità di questo periodo.

Tralasciando la grande fetta di prodotti pensati e commercializzati per essere acquistati dalle donne, a cui erano dedicate reclame che si basavano su tutta un’altra retorica, concentriamoci sui prodotti per uomini, dal momento che abbiamo stabilito che l’audiofilia è una faccenda da uomini e quindi si impegnano a sfruttare il più possibile i punti che abbiamo messo a fuoco poco sopra.

Le pubblicità dei decenni scorsi erano soft porn. Ma parecchio più di quanto lo sia la pubblicità di oggi.

A dimostrazione di quello che qui si sta affermando facciamo riferimento a una bellissima collezione di immagini raccolte da sito Orrore a 33 Giri che si occupa di trash d’epoca ad altissimi livelli.

E’ un approccio pubblicitario così aggressivo e così ignobile – ammettiamolo – che sarebbe improponibile al giorno d’oggi, però che bel vedere le vecchie pubblicità per audiofili!  Old times, good times!

Partiamo bassissimi: sensualità ad alti livelli per lui e per lei, con Vivitar. Un’immagine quasi poetica. Adamo, Eva e un impianto hi – fi.

Pubblicità per audiofili

 

Un leggero doppio senso e qualcosa che misura 16 centimetri in primo piano. La pubblicità è in giapponese, ma a occhio e croce si tratta del diametro delle casse. La signorina ha scordato di chiudere il bottone del jeans. Cose che capitano quando si regge con due mani qualcosa che ha 16 centimetri di diametro (per cassa).

Pubblicità per audiofili
Cominciamo il crescendo: non c’è più bisogno di pagare infilare banconote da cento negli slip di procaci signorine. Basta avere una musicassetta Ampex, e una pupa con gli hot pants di jeans.

Pubblicità per audiofili
La Sony non è da meno. La differenza è perfettamente chiara: così chiara che per rendere l’idea hanno fatto sparire la decenza. Del resto, il Lato B certe volte è meglio del lato A. Di una cassetta ovviamente, che avevate capito? Malandrini.

Pubblicità per audiofili
Bionda in bikini e cuoricino sulla guancia che si dimena con il cavo delle cuffie accanto all’Hi – Fi totale della UHER. In questa pubblicità non manca niente, forse soltanto il senso.

Pubblicità per audiofili
Cominciamo ad appoggiarla sempre meno piano. Tornano all’attacco i nastri magnetici della Ampex a cui a questo giro si sono guadagnate un nome che è tutto un programma: Grand Master. Ed ecco servita quindi una sensuale brunetta in costume da bagno che è “ready for it” sul letto della cabina di uno yacht ed è proprio pronta per il suo Grand Master. Mamma mia.

Pubblicità per audiofili
Cosce in bella vista e apparentemente niente mutandine per una bellissima immagine da copertina di romanzetti rosa. “Lei, lui e … Sansui”. Tutte le peggiori trovate della comunicazione pubblicitaria in una foto sola ( i puntini sospensivi sono il male, il male assoluto!), con il prodotto che dovrebbe essere reclamizzato in un angolo del tavolo di cristallo, capitato lì quasi per caso. Sansui potrebbe essere l’istruttore di tennis africano e tutto funzionerebbe lo stesso.

Pubblicità per audiofili
Sempre più cosce: è la volta della Koss Stereophone che piazza su un divanetto un audiofilo estremamente soddisfatto e vestito di tutto punto e una burrosa signorina in lingerie che si esibisce in una duckface antidiluviana alla volta di una raccolta di nastri magnetici. Cassettes are so sexy.

Pubblicità per audiofili

Se fino a questo punto la nostra carrellata ha offerto una serie di immagini che potrebbero essere offensive soltanto per le donne – oggetto su cui abbiamo appena posato gli occhi, ecco il frutto di qualche genio del marketing che si spera abbia perso il lavoro dopo questa campagna. “Lo stereo per l’uomo che non ha niente”. Con un colpo solo questa reclame umilia il portatore sano di stereo e le avvenenti donnine che si strusciano su di lui solo a causa dell’impianto che fa bella mostra di sé sul tavolino. Appunto da audiofili: se per amoreggiare ti siedi dietro alle casse e non davanti, almeno di audiofilia non hai capito niente. Sul resto, pollice su.

Pubblicità per audiofili
E adesso, il vincitore totale. Sansui, che abbiamo incontrato anche prima con un’immagine discutibile farcita di puntini sospensivi, decide che le mezze misure non servono a niente e piazza una bella bionda vestita di un tacco otto e assolutamente nient’altro di fianco all’impianto. “Io voglio Sansui. Anche lei.” E la versione alternativa del bel maestro di tennis color dell’ebano funziona di nuovo, con risvolti omoerotici.

Pubblicità per audiofili

 

Arrivati alla fine della carrellata, siamo onesti: ma avere un impianto grandioso vi ha mai fatto conquistare una donna? “Vieni a casa a provare il mio impianto” è il nuovo “Vieni a casa a guardare la mia collezione di farfalle”?

La domanda è fondamentale, dal momento che gli annali sono pieni di storie tristissime in cui rapporti estremamente solidi con il gentil sesso sono stati minati da qualche decina di metri di cavi stesi lungo il soggiorno!

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